“Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore. (Matteo 1,16.18-21.24).

Lasciamoci contagiare, in questo giorno di festa, da Giuseppe, uomo del silenzio, sognatore, uomo giusto, paziente e pio.

La sua presenza è generativa. La sua paternità fondamentale. Giuseppe non solo é erede della casa di Davide ma discendente di Abramo a cui l’Altissimo ha fatto la promessa di donare un popolo numeroso come le stelle del cielo e la sabbia del mare.

Giuseppe ci aiuta a recuperare la dimensione del mistero di D-o. E il mistero chiede silenzio prolungato.

Nel silenzio di Giuseppe ci sono i sogni. Egli sogna di fare una famiglia con Maria. Sogna di dare al suo Figlio unigenito i rudimenti di chi sa modellare il legno, di renderlo vivo, di donarlo agli altri, di costruire con il legno l’invenzione, il dono, il sacrificio della Croce.

Giuseppe riconosce che è lo Spirito Santo che opera nella sua vita, perché lo Spirito resta il segno invisibile di una presenza che anima sempre la nostra vita.