23/11/2022 – S. Clemente I e S. Colombano

Mt. 12, 22-32
In quel tempo gli fu portato un indemoniato, cieco e muto, ed egli lo guarì, sicché il muto parlava e vedeva. E tutta la folla era sbalordita e diceva: “Non è forse costui il figlio di Davide?”.

 

Ma i farisei, udendo questo, presero a dire: “Costui scaccia i demoni in nome di Beelzebùl, principe dei demòni”.

 

Ma egli, conosciuto il loro pensiero, disse loro: “Ogni regno discorde cade in rovina, e nessuna città o famiglia discorde può reggersi. Ora, se satana scaccia satana, egli è discorde con se stesso; come potrà dunque reggersi il suo regno? E se io scaccio i demòni in nome di Beelzebùl, i vostri figli in nome di chi li scacciano? Per questo loro stessi saranno i vostri giudici. Ma se io scaccio i demòni per virtù dello Spirito di Dio, è certo giunto fra voi il regno di Dio.

 

 

Come potrebbe uno penetrare nella casa dell’uomo forte e rapirgli le sue cose, se prima non lo lega? Allora soltanto gli potrà saccheggiare la casa. Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde.

 

 

Perciò io vi dico: Qualunque peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini, ma la bestemmia
contro lo Spirito non sarà perdonata. A chiunque parlerà male del Figlio dell’uomo sarà perdonato; ma la bestemmia contro lo Spirito, non gli sarà perdonata né in questo secolo, né in quello futuro.

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In questa pagina di vangelo siamo posti di fronte a due dati.
Da un lato ci viene mostrato, attraverso la guarigione dell’indemoniato, che la disponibilità di Dio nei nostri confronti è enorme, dall’altro però nel comportamento dei farisei si vede che noi possiamo opporre alla grande disponibilità di Dio una barriera invalicabile.

Che cosa ci dice la figura dell’indemoniato cieco e muto?
Che i suoi limiti fisici (il suo essere realmente cieco e muto) che fino ad allora gli avevano impedito di entrare in relazione con gli altri, non costituiscono un ostacolo per la sovranità di Dio; anzi questa sovranità, gli si fa vicina, lo guarisce e gli consente di stabilire vere relazioni con gli altri.

Dall’altro lato c’è un limite che, invece, rimane invalicabile anche per la sovranità di Dio nella sua manifestazione più potente, che è il perdono: il parlare contro lo Spirito santo “A chi parlerà contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato, né in questo mondo né in quello futuro”.

In questo caso, infatti, la potenza sovrana di Dio si trova davanti una cecità imposta non da qualche difetto di natura, ma una cecità voluta in maniera deliberata e ostinata.
Quando ci si mette davanti a Gesù, alla sua Parola e alla sua opera di salvezza, con la presunzione di essere a posto, di possedere la verità, di essere noi a imporre a Lui, e non Lui a noi, la misura del vero, del giusto, del buono, si preclude a Dio ogni possibilità di operare in noi con la sua forza formidabile di perdono, che ci consente di vivere riconciliati con Dio e con i fratelli.

Teniamo allora il nostro cuore aperto a questa incredibile sovranità che vuole il nostro bene!

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