“«Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «Amerai il Signore tuo D-o con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».” (Matteo 22,34-40).

Qual é il comandamento più grande? I farisei e i sadducei si aspettavano che Gesù ricordasse di rispettare il giorno di sabato, perché nel settimo giorno il Signore si è riposato. Gesù invece cita il Deuteronomio (6,4-9) e i Numeri (15,37-41) ovvero lo Shemà Israel: amerai il Signore tuo D-o e il prossimo tuo come te stesso.

Anzi Gesù afferma un qualcosa di più importante: dal comandamento dell’amore verso D-o e verso il prossimo dipendono tutta la Legge e i Profeti, quindi anche il riposo del sabato. É un cambiamento di prospettiva che rende il Dottore della Legge meravigliato.

Gesù quindi ci rivela una prospettiva nuova: perché rinsalda il comandamento più grande dell’amore ad un’unica dimensione in due espressioni concrete. É l’amore verso D-o attraverso l’amore verso il nostro prossimo l’unica strada per scoprire e riconoscere chi è il Signore. Ed é l’amore verso il prossimo, soprattutto il più debole, che ci fa riconoscere la presenza di D-o in noi.

Ma c’è un ulteriore passaggio che non deve sfuggirci. L’amore di D-o unisce la vita umana in quella divina. Il Buon D-o con la Creazione con il soffio del suo spirito ci ha donato la vita e ha trasformato la sua grandezza in piccolezza, rinunciando a qualcosa di sé.

Infine Gesù ci ha svelato un segreto. Le 613 mitzvot si riassumono in un unico comandamento quello di amare D-o e l’altro da noi.

Nella storia umana non si può amare D-o senza amare il prossimo e non si può amare il prossimo senza amare D-o.

Avessimo più consapevolezza come umani di questa verità forse potremmo incominciare a riconoscere la presenza di D-o dentro di noi.