“Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».” (Giovanni 6,1-15).
Il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci che l’Evangelo,di Giovanni ci presenta ci aiuta a cogliere il significato eucaristico e comunitario della risurrezione.
Tanta gente é affamata di bisogni da guarire. Gesù guarisce ma non vuole che la gente interpreti la sua missione in un senso diverso da quello di aiutare a riconoscere la presenza di D-o nella vita umana. Un D-o di misericordia é l’immagine che Gesù ci consegna.
La gente é stanca, prostrata dalla fatica di un lungo cammino per ascoltare la Parola di Gesù. Il Maestro si rende ben conto della situazione. Sa quello che sta per fare ma chiede la collaborazione dei suoi discepoli, in particolare di FIlippo e Andrea.
Cinque pani e due pesci sono sufficienti per sfamare cinquemila persone? Solo la logica dell’amore che si dona può farci capire che l’impossibile ai nostri occhi diventa possibile nel cuore umano. E questo avviene!
Il significato pasquale di questo miracolo ci indica che la risurrezione ci dà la possibilità di costruire un altro cammino di salvezza vivendo la vita comunitaria, facendo comunità con chiunque é nel bisogno. Preghiera, cultura, carità potrebbero essere il moto di noi che seguiamo il Signore Gesù. E il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci ne é una testimonianza nell’oggi della storia.

Articolo precedenteVeglia di preghiera con il Vescovo Beniamino
Articolo successivo29/04/2017 – Santa Caterina da Siena Patrona d’Italia e d’Europa