Matteo 16,24-27
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? Perché il Figlio dell’uomo sta
per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».

In questo brano a mio parere bellissimo i tre verbi (rinunciare a se stessi, prendere la croce e seguire Gesù) indicano una via e in che cosa consiste essere discepoli di Gesù.

Rinunciare a se stessi significa che il discepolo non cerchi più se stesso, ma viva per Cristo e la chiesa.

Prendere la propria croce può voler dire identificarsi con Cristo e mettersi nelle sue mani e accettare pienamente la logica dell’amore.

Seguire Cristo non è un fatto puramente esteriore, ma un’adesione del cuore e della mente.

L’amore, la fede, la verità devono diventare più importanti del prestigio, del successo, del benessere. Se accettiamo le indicazioni che ci sono state date, seguiamo il Signore, prendiamo la nostra croce e partecipiamo alla cultura dell’amore. Ma siamo capaci ?


Mia eredità è il Signore
e io lo attendo e lo desidero.
Egli è buono con chi a lui si affida,
si dona al cuore che lo ricerca.