“In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù.” (Matteo 26,14-25).
Consegnare Gesù per trenta denari. Che meschinità consegnare una persona umana per soldi! Eppure questo è successo. Giuda si è macchiato di uno scambio che è solamente ripugnante. Tuttavia Gesù è cosciente del tradimento.
E nonostante questo organizza la festa di Pasqua. Dà istruzioni precise. E convoca i suoi per una cena preparatoria dove in poche battute si consuma il tradimento, prima della Pasqua. Un boccone amaro per Giuda, un boccone amaro per tutti.
Chi è il traditore? Giuda, Pietro, gli altri discepoli … noi? Forse tutti, compresi noi. Non abbiamo scusanti. Forse dobbiamo accettare di rimettere in discussione la nostra vita di noi poveri, grami, poco umili umani.
La verità è che nella vita c’è un grande duello: l’interesse o il gratuito.
In questa settimana Santa l’Evangelo di oggi ci fa capire che che tra l’interesse e il gratuito, il Buon D-o, ha scelto il gratuito. Il Padre ci ha dato un Figlio, un Messia, che ha scelto di donarsi gratuitamente per la salvezza delle nostre vite, nonostante le nostre infedeltà e le nostre fragilità.

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