“Quando Gesù scese dal monte, molta folla lo seguì. Ed ecco, si avvicinò un lebbroso, si prostrò davanti a lui e disse: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi». Tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio: sii purificato!». E subito la sua lebbra fu guarita. Poi Gesù gli disse: «Guàrdati bene dal dirlo a qualcuno; va’ invece a mostrarti al sacerdote e presenta l’offerta prescritta da Mosè come testimonianza per loro».” (Matteo 8,1-4).
La gente segue Gesù dopo che é disceso dal monte e riconosce l’autorevolezza dei suoi insegnamenti.
Il Maestro però si trova di fronte ad una situazione difficile. Incontrare un lebbroso, una persona reietta dalla società, crea complicazioni di ogni genere. Gesù affronta la situazione e guarisce toccando il lebbroso.
Colpisce il fatto che chiede al lebbroso di fare un’offerta e di rispettare la Legge di Mosè, di stare nel silenzio per dare testimonianza. Sembra quasi voglia rimettere le cose a posto.
Ripensare a questa incontro ci fa capire che la misericordia non ha limiti e confini. Supera anche le storie più complicate, le situazioni più imbarazzanti.
A noi spetta la responsabilità non solo di capire che cosa vuol dire misericordia ma anche di viverla. Ogni giorno abbiamo la possibilità di mettere in pratica il tentare di capire l’altro e di mettersi nei suoi panni. E già questo vuol dire misericordia!

Articolo precedente29/06/2017 – S.S. Pietro e Paolo
Articolo successivo01/07/2017 – 12ª Settimana del Tempo Ordinario